Vacanze nel Cilento - Vallo di Diano - Golfo di Policastro

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Musei, biblioteche e luoghi di fede nel Cilento e nel Vallo di Diano

Itinerari > Culturali

Basilica Paleocristiana (Chiesa dell’Annunziata) Capaccio - Paestum (SA) Via fratelli Arenella tel: +39 0828 722430
La chiesa si trova in prossimità del Museo Archeologico di Paestum e confina con il settecentesco Palazzo Vescovile. Concepita inizialmente come basilica “aperta”, tra il V-VI secolo quando Paestum da colonia romana diventa col diffondersi della religione cristiana sede vescovile, l’edificio assume le caratteristiche della basilica “chiusa”. La sua stratificazione è dunque molto interessante: ad elementi architettonici e decorativi pagani si affiancano elementi di epoca bizantina. La chiesa, più volte abbandonata e ridotta in stato di rovina nel corso dei secoli, è stata restaurata nel Settecento con forme barocche. Attualmente presenta all’esterno un’elegante facciata settecentesca e l’interno a tre navate divise da antiche colonne che, inglobate nei pilastri di epoca barocca, sono venute alla luce grazie a recenti restauri. Apertura: LU-DO 8,00-20,00

Monastero di Santa Maria delle Grazie Corso Garibaldi Bellosguardo (SA)
Dall’alto della sua posizione, Bellosguardo domina gran parte della Valle del Calore. Di origine medioevale, nato dalla distruzione dell’antica Fasanella, fu un centro molto importante nel periodo feudale longobardo distinguendosi, in seguito, come Baronia Angioina. Nel 1695 il borgo divenne proprietà di Giacomo Pignatelli che lo cedette, poi, alla famiglia Caracciolo. Piuttosto discussa è la data di fondazione del Convento francescano di Santa Maria delle Grazie, intitolato in origine a Santa Maria della Pietà. Alcuni elementi strutturali (il portone, lo stemma francescano e soprattutto il portale) sembrano testimoniare un’origine cinquecentesca mentre altri particolari, quali l’affresco raffigurante la Deposizione datato 1531, ma con decisi influssi giotteschi, la splendida stipe reliquario lignea, recante immagini di Santi e una cornice di legno lavorato, hanno indotto ad ipotizzare un’origine più antica, già nel XIV sec. Attualmente dell’originaria struttura restano parte del chiostro e l’interno della Chiesa, recentemente ristrutturata
Apertura: Sabato 17,00-20,00 (celebrazione della Santa Messa), altri giorni a richiesta

Santuario del Getsemani Via Getsemani 6, 84047-Capaccio, Paestum (SA)
E' un moderno complesso architettonico, che comprende la chiesa, la cripta, il chiostro ed un ampio parco costellato di ulivi, inserito in un contesto naturale molto suggestivo. Dalla collina dove sorge è, infatti, possibile godere di un bellissimo panorama che va dalla piana paestana, al golfo di Salerno fino alla costiera amalfitana. Il Santuario, realizzato alla fine degli anni ’50 in forme moderne, presenta una particolare cupola ovoidale che spicca rispetto all’orizzontalità dell’impianto planimetrico generale. Un’apertura a forma di stella, posta al centro della chiesa, consente l’affaccio sulla cripta. L’interno è ricco di moderne opere d’arte. Nel piazzale antistante la chiesa è ubicata un’imponente statua di bronzo raffigurante la Madonna della Luna.
Tel: +39 0828 725019 Sito web: http://www.getsemanidipaestum.org E mail: getsemanipaestum@tiscali.it
Apertura: tutti i giorni, 7.00-12.00/15.00-19.00

Museo d'Arte Sacra Via Guglielmo I Normanno, 1 Castellabate (SA)
Nato per volontà di Monsignor Alfonso Maria Farina, che raccolse, custodì e fece restaurare tante opere oggi esposte, raccoglie tele, statue, arredi, paramenti sacri e argenti dal XVI al XX secolo. Le opere ospitate nel Museo, provengono dalla Parrocchia e dalle cappelle, alcune delle quali non più esistenti. Il museo ospita anche ritratti dei canonici dal XVII al XX secolo; le vetrine dei servi di dio, raccolta di oggetti utilizzati per la penitenzae la mortificazione corporale; i paramenti sacri, i più antichi dei quali risalgono al XVIII secolo; i quadri, di cui molti provengono da cappelle private e donate alla Chiesa Madre ed alcune statue. Lo scopo di Monsignor Alfonso Maria Farina era realizzare un museo per far conoscere e far amare la storia, la cultura e la fede di questa terra.
Tel: *+39 0974 962321 *+39 0974 967005 Apertura: Tutti i giorni 17,30-20,00

San Mauro del Cilento. Museo Archivio Storico Eleùsa Via Provinciale Tel: +39 0974 903045 - 0974 903 312
Il Museo Eleousa di San Mauro del Cilento è stato riaperto nel 2000. Si tratta di un complesso che comprende anche un Archivio e una Biblioteca dedicati alla storia socio-religiosa del Cilento antico. Il museo è ubicato all’interno di una struttura seicentesca, antica sede della Confraternita Pio Monte dei Morti. Una delle sezioni più importanti si sviluppa intorno ad un archivio Storico-Diplomatico in cui sono conservati manoscritti che vanno dal XVI al XIX secolo. Il museo raccoglie anche testimonianze della presenza greca-bizantina nel Cilento, successiva alla caduta di Costantinopoli nel 1453. Piuttosto consistente anche la raccolta archeologica con reperti che risalgono al V-IV sec. a.C., insieme ad alcuni prodotti di artigianato locale dei secoli XVI-XVIII. La biblioteca ospitata all’interno del complesso conserva 400 volumi a stampa dalla fine del XV fino al XIX secolo.
Orario: 17.00 - 21.00 ( 01/07 - 15/09 ); 15.00 - 19.00 ( 16/09 - 30/06 ) Solo sabato, domenica e festivi


Museo Diocesano di Vallo della Lucania Via F. Cammarota Tel.+39 0974 75794 / 09743384
Ospita opere d’arte sacra provenienti dalle chiese del territorio. La raccolta, iniziata negli anni ’60-’70 dal vescovo Biagio D’Agostino, è stata continuata negli anni’80 dal vescovo Giuseppe Casale che, in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Storico Artistici e Architettonici di Salerno, ha istituito il Museo e la Pinacoteca. Il percorso di visita si articola in più spazi espositivi; una prima sala accoglie otto stazioni di una Via Crucis del XVIII secolo. Si prosegue verso la Sala Liturgica ove sono conservati paramenti sacri, oggetti d’arredo sacro e argenti. Tra questi sono esposti un prezioso Calice del XIV secolo, realizzato in argento smaltato ed un Cofanetto Nuziale, realizzato in osso e legno intarsiati. Infine la Pinacoteca che accoglie dipinti ed interessanti polittici del XV e XVI secolo. Tra questi di particolare interesse sono la Trasfigurazione di Marco Pino da Siena del 1577 e alcune sculture in legno. Da segnalare la statua lignea bizantina di S. Filadelfo, un calice decorato a smalto del XIV sec., il polittico della Trasfigurazione (XVI sec.), attribuito al pittore Marco Pino e un cofanetto in avorio della bottega degli Embriachi. E mail: museo@diocesivallodellalucania.it Apertura: LU-VE 9,00-13,00; SA 9,00-12,30 Prezzi ingresso E. 2 intero, E. 1,50 ridotto

Museo Diocesano Chiesa di San Pietro Piazza IV Novembre Teggiano Tel: +39 0975 79930 / 0975 79053
Ubicato nella trecentesca chiesa di San Pietro caratterizzata da una ricca decorazione ad affresco. Comprende elementi architettonici e scultorei, dall'età classica al '700. Di rilievo un'iscrizione funeraria su lastra (I sec. d.C.) e un bassorilievo del IX-X sec. Custodisce sculture e reperti, dall’età romana al XVIII secolo, provenienti dal territorio del Vallo di Diano. Nel bel portico di stile romanico è possibile ammirare alcuni rilievi marmorei raffiguranti dei profeti; all’interno della chiesa sono conservate due tombe rispettivamente del XV e XVI secolo, numerosi affreschi tra cui quello della Madonna del latte degli inizi del XV secolo e un interessante gruppo scultoreo in legno opera del XVI secolo di Giovanni di Nola. Numerosi gli oggetti d’arte sacra quali suppellettili, argenti, reliquari e paramenti sacri.
Aperto: 10,00-12.30 e 16,00-18,00 tutti i giorni (luglio e agosto), altri periodi a richiesta. Ingresso gratuito

Museo Sacro San Nicola di Bari Via D. Alighieri, 90 Roscigno (SA)
Roscigno, il piccolo borgo che ospita la chiesa di San Nicola di Bari ed il museo sacro ad essa annesso, si divide in due nuclei: Roscigno Vecchia e Roscigno Nuova. A partire dai primi anni del ‘900, la parte antica di questo paese ha cominciato a svuotarsi perché minacciata da continue frane. Infatti dopo il 1960, e in seguito al trasferimento in massa dal vecchio al nuovo abitato, anche l’arredo sacro della chiesa fu raccolto e trasferito in quella del nuovo abitato. Qualche anno fa, grazie al parroco pro tempore Don Fernando Barra, i quadri e le statue logorati dall’usura del tempo furono restaurati e restituiti alla loro originalità. Di qui l’idea del Museo Sacro, ultimato da un altro parroco, Don Vincenzo Gallo, che ha completato l’arredo ed il mobilio. Situato al primo piano della casa canonica e della chiesa, il museo ospita statue lignee, quadri, libri ed oggetti sacri.
Apertura: su prenotazione telefonica. Contattare il Parroco al numero *+39 340 5221719 *+39 0828 9632282

Museo Vichiano Vico Palazzo de Vargas Vatolla , Perdifumo (SA), Tel: +39 0974 845549
Il Museo è allestito nel trecentesco Palazzo de Vargas. La costruzione, protetta dall’Unesco, era in origine posta a controllo del territorio ed è caratterizzata dalla tradizionale tipologia costruttiva cilentana a corti terrazzate. In questa storica dimora visse tra il 1686 al 1695 l’insigne filosofo napoletano G.B. Vico che qui elaborò la sua Scienza Nuova. Tema rappresentativo è il '700. Per la cultura materiale vi è la testimonianza di arredi (divani impiallacciati in radica di noce e candelabri in ottone) e quadri, tra i quali un dipinto del 1767 raffigurante il primo marchese De Vargas, un ritratto di Geronimo Rocca dipinto dal Solimena, tre quadri di scuola napoletana del Settecento e un dipinto raffigurante G.B. Vico. Riguardo il sapere settecentesco, vi è una ricca collezione di testi di diritto e di filosofia scritti da Vico e i libri provenienti da diverse donazioni quali il fondo Siliquini, il fondo Cipriani, il fondo Angrisani e il fondo Benincasa. Da rilevare, inoltre, è la conservazione di carte geografiche e incisioni che vanno dal XVI al XIX secolo, e l'esposizione delle stampe d’arte di Palladino, Tatafiore, Sommella, Avena ed altri artisti contemporanei. Apertura: Lunedì-Domenica ore 9,00-13,00/15,00-20,00

Cattedrale e museo di Policastro

Castello Aragonese Borgo medievale Agropoli (SA)
Il Castello si erge in tutta la sua austera bellezza sul promontorio della città, impreziosendo con la sua architettura la già incantevole località cilentana. Le sue origini sono antichissime, le prime testimonianze giunte risalgono al periodo greco – bizantino, quando venne edificato un baluardo come torre di avvistamento. Nel corso dei secoli, la presenza dei normanni prima e degli angioini poi, ha delineato la fisonomia del castello ampliandone la pianta con torri e rinforzandone le difese con mura spesse ed alte. Purtroppo di questo periodo storico non resta molto solo parte della cortina e del fossato. E’ la fase successiva infatti, quella aragonese del XV sec., a darne l’aspetto definitivo. Il castello divenne un vera fortezza difensiva, con feritoie e fossato circostante, in modo da ostacolare l’arrivo del nemico in tutte le direzione. Con il passare dei secoli, la sua destinazione cambia nuovamente, diventando residenza privata di famiglie nobiliari. Tra i personaggi legati alla rocca si ricorda Luisa Sanfelice, della cui famiglia resta lo stemma araldico su un portone, eroina della repubblica partenopea del 1799, giustiziata l’anno successivo. Di proprietà privata è sede di eventi e attività culturali

Chiesa della SS Annunziata - Ossario dei Trecento Padula
In origine annessa ad un ospedale, era anche sede di un istituto assistenziale che si accudiva i bambini abbandonati (brefotrofio). Di costruzione relativamente recente (ne abbiamo notizie a partire dal 1600), ha dubito nel corso dei secoli molti lavori, che ne hanno completamente modificato la struttura originaria: sia l'ospedale che il brefotrofio, ad esempio, sono stati demoliti (demolizione a cui ha sicuramente contribuito il terribile terremoto del 1857). Nel 1957, in occasione del Centenario della spedizione di Carlo Pisacane, al di sotto della chiesa fù costruito un Ossario, contenente i resti di alcuni dei "Trecento".

Chiesa San Michele alle Grottelle Padula
La Chiesa di San Michele alle Grottelle è una caverna-santuario situata sotto la Civita. Le notizie storiche più attendibili fanno risalire l'utilizzo di tale sito religioso già come luogo di culto ad un dio pagano "Attis" signore delle terre, delle acque e dei terremoti. La chiesa fu eretta, con molte probabilità grazie all'iniziativa di un privato.

Battistero di San Giovanni in fonte Sala Consiina
L'edificio paleocristiano, piccolo gioiello di fede e di cristianità, si caratterizzava per la particolare celebrazione del battesimo che avveniva mediante l'immersione in una vasca attraversata da acqua sorgiva e che durante la celebrazione della veglia Pasquale s'ngrossava prodigiosamente. La pianta originaria è a forma quadrata con arcate in cotto, probabilemente coperta da una cupola e con su i quattro pennacchi tracce di affreschi, raffiguranti gli Evangelisti. Nel XII secolo sulle macerie del Battistero fu eretta una chiesa dedicata al culto di San Giovanni Battista che non ne intaccò la vasca al centro dei due ambulacri.


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