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Roscigno Vecchia - Paese Museo "La Pompei del '900 ( Patrimonio UNESCO)

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Roscigno vecchia sorge sulle pendici del Monte Pruno, detto il "Balcone degli Alburni", si pensa che il suo nome derivi da "russignuolo", termine dialettale che significa usignolo o dal latino Ruscidus, acqua stillante. Il primo centro abitato databile tra il VII e III secolo a.C è considerato il più antico villaggio enotrio-lucano. Il ritrovamento di una necropoli e di una cinta muraria di fortificazione attesta la presenza nel luogo fino dal IV secolo a.C. Tuttavia Roscigno ebbe origine nel XIV secolo ad opera degli abitanti di Corleto che qui si trasferirono, attratti dai pascoli e dalle sorgenti dei fiumi Ripiti e Sammaro. Nel 1902 e nel 1908, in seguito a due leggi speciali in favore dei paesi franosi, si iniziò lo sgombero di Roscigno Vecchia. Pazienti come sempre gli abitanti di Roscigno obbedirono alle leggi si spostarono nelle case di Roscigno Nuova. Il borgo antico è avvolto in un'atmosfera magica, solo in apparenza inanimato. Le case, i luoghi di culto, le antiche botteghe, sono rimaste al loro posto. Intatta è rimasta la piazza centrale, dominata da due pregevoli monumenti: la chiesa di San Nicola e la fontana, costruita con pietre a forma circolare. Qui ritroviamo quasi intatta la struttura urbanistica dei paesi cilentani, con i palazzotti, le cappelle signorili, le case povere abitante un tempo dai contadini e la chiesa del settecento. Oggi la storia di questo borgo rivive attraverso le fotografie storiche e i tanti oggetti di vita rurale raccolti e conservati nel museo della casa contadina allestito nei locali restaurati di una ex casa colonica e del vecchio municipio a ridosso della chiesa di S. Nicola. Quello che vediamo ora di Roscigno Vecchia nella combinazione di mistero e magia, è il ricordo di un paese abbandonato che conserva tutti i segreti, le tradizioni e le voci popolari che ancora oggi pare di sentire nell'aria visitando il paese. E' un percorso nel tempo, un Itinerario turistico, sociale e culturale in un luogo dove il tempo si è fermato. Durante i mesi estivi Roscigno Vecchio si anima con diverse manifestazioni, mostre, sagre gastronomiche e spettacoli. Gli appassionati del trekking possono risalire nel verde il corso del torrente Sammaro fino a giungere alla suggestiva sorgente di acqua cristallina.
Da visitare: il Museo della Civiltà Contadina, la Chiesa di San Nicola di Bari, la Fontana e il Campanile, tutte strutture architettoniche rimaste inalterate nel tempo. Sul Monte Pruno, a 2 km da Roscigno, sono venute alla luce abitazioni e sepolture con ricchi corredi risalenti ad un arco cronologico tra il VII e il III sec. a.C.: gioielli di ambra intagliata, armi, vasellame in argento, bronzo e in ceramica, utensili, appartenenti, tra l'altro, ad una tomba "principesca". Complesse strutture e una poderosa cinta fortificata testimoniano l'esistenza di un antico e vasto insediamento stabile. Roscigno vecchia è un monumento a cielo aperto, come usa definirlo Giuseppe, l'unico abitante rimasto che ama accogliere i visitatori curiosi raccontando loro la storia del borgo. Portali, archi, muri in pietra viva, pareti intonacate con malta e sabbia, finestre e balconcini in ferro battuto sono gli elementi essenziali dell'architettura di Roscigno Vecchia. Le case povere, i palazzotti e le cappelle signorili, appena riconoscibili dalle rare cornici decorate, la chiesa settecentesca dalla facciata sobria e la struttura urbanistica medioevale fanno del paese un esempio unico di museo a cielo aperto non a caso divenuto sito UNESCO. Il Museo Etnografico è aperto tutti i giorni, dalle 9:00 alle 13:00; il Sabato e la Domenica anche dalle 15:00 alle 17:00. Per informazioni telefonare allo 0828 963 377.

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